Skip to main content
Artelieu

Associazione Italiana Studi Psicopatologie dell'Espressione e Arteterapia

“Zitti, vostro padre sta dormendo!” Dall’autorità paterna all’autorità interna

Ho davanti a me un giovanotto. Quasi un bambino dall’aspetto: capelli biondi e lunghi, sorriso timido, linguaggio segmentato. Da quando ha abbandonato gli studi lavora col padre, professionista affermato che vorrebbe tramandargli l’arte, ma che non lesina frustrazioni pesanti. Dice che teme il padre al punto da rinunciare al lavoro, vuol andare lontano, magari all’estero e dimostrare a se stesso che vale qualcosa. Ha sempre temuto quest’uomo, nutrendosi anche del timore della madre che dal bambino otteneva obbedienza solo minacciandolo di dire tutto a papà quando sarebbe tornato…I giochi in casa dovevano essere silenziosi se no papà si sarebbe svegliato nervoso…

Amare e sparire: la violenza dell’amore

Uccidere, come scrivere,
è tornare alla propria preistoria
(Philippe Vilain)

In una vetrinetta dello studio dove lui conserva i ricordi, si intravvedono un paio di guanti bianchi a fiorellini rosa.

Pablo l’aveva incontrata al bar Deux-Magots. Rimase colpito da quella brunetta, seduta ad un tavolino mentre si sfilava i guanti bianchi a fiorellini rosa e faceva uno strano gioco. Con un coltellino affilato colpiva velocemente tra un dito e l’altro della mano senza fermarsi neanche a vedere se si fosse ferita. Vestita di nero, le unghie laccate di un rosso acceso, lei si arrese senza resistere a quel giovanotto dallo sguardo penetrante col ciuffo sulla fronte.

C’è ancora spazio per il desiderio?

Relazione convegno Arles, 2 luglio 2011

Prima di passare al cuore del tema di questo incontro sento doveroso iniziare da una premessa che per i presenti non addetti ai lavori è necessaria. La premessa concerne l’entrata nel mondo del simbolico. Se non capiamo questo passaggio non capiremmo neanche l’importanza dell’arteterapia.

Avere un nome: in questo consiste esattamente il passaggio allo stato umano. Se si dovesse definire in quale momento l’uomo diventa umano, diremmo che è nel momento in cui, per quanto poco, entra nella relazione simbolica.

Segreti e Segreti

Lo dico a voi… ma che non lo sappia nessuno!

Quando penso al ‘segreto’ mi viene in mente qualcosa di scabroso e il senso di vergogna di chi in terapia ‘confessa’, non senza un senso di liberazione, ricordi rimossi.

Mi vengono in mente, però, anche quei piccoli innocenti segreti affidati all’amica del cuore durante i primi turbamenti adolescenziali, quando il bisogno incontenibile di dare un nome ad emozioni nuove, porta a inventarsi l’alter ego ‘ragionevole’, escludendo il resto del mondo ‘che non può capire’. L’idea che quel che proviamo sia esclusivamente nostro incoraggia il senso della segretezza.

Chiedo scusa al lettore se, lasciandomi andare a pensieri fluttuanti attorno al tema in oggetto, comincerò a vagare nei territori, non sempre adiacenti, abitati dai segreti. Ci sono segreti e segreti.

Ci sono segreti belli e utili. Ci sono segreti ‘mai detti a parole’ ma costantemente trasmessi in un silenzio tanto eloquente quanto assordante.