Associazione Italiana
Studi Psicopatologie
dell'Espressione e Arteterapia

Bambini-Ragazzi

Ragazzi

L'Artelieu è un luogo in cui si realizza un intervento di aiuto e di sostegno alla persona non solo con la mediazione verbale ma con l’ utilizzo di materiali artistici che attivano il processo creativo; a volte come sostituzione altre come integrazione della comunicazione verbale, nell'interazione tra operatori e paziente.

L'intervento si svolge attraverso un momento attivo in cui la persona è stimolata ad esprimere con mezzi artistici tutto ciò che gli accade: il paziente esprime dei contenuti interiori che possono essere dei ricordi, delle sensazioni, dei sogni, dei desideri, delle emozioni. Può farlo, dunque, dipingendo, disegnando e plasmando, ma anche scrivendo poesie o in altro modo.

Questo percorso si snoda in un luogo protetto dove l'arteterapeuta prepara i materiali ed il contesto idoneo in modo da creare un clima di rilassamento e tranquillità. In questo intervento è importante la relazione con l'arteterapeuta che crea il contesto relazionale adatto perché il paziente sente di potersi affidare e comincia il percorso espressivo.

L'arteterapeuta non dà dei temi precisi ma delle suggestioni da cui si può cominciare a tirare successivamente nutrimento per fare emergere ciò che si detiene profondamente e che si non è espresso mai. La suggestione è necessaria perché sappiamo quanto trovarsi davanti ad un foglio bianco crei agitazione. È una sensazione che tutti conosciamo molto bene. Il vuoto del foglio bianco porta a dire che non si è capaci, che non si disegna dai tempi delle elementari e così via.

Queste considerazioni sono quelle che il paziente esprime spesso, ma abitualmente l'arteterapeuta riesce ad aiutarlo a superare questa paura, rassicurandolo sul fatto che nessuno giudicherà i suoi lavori ed incoraggiandolo a provare.

Rappresentare delle immagini, dei sentimenti e delle emozioni, simbolicamente, in una forma visuale concreta, permette di potere osservare qualche cosa come distaccata da sè, consente di prendere le distanze. Così anche nelle immagini più cariche di sofferenza e di angoscia si crea un posto di comprensione e di elaborazione che può aiutare l'individuo nella ricerca di nuove modalità di interazione tra mondo interiore e mondo esterno, come nelle immagini di una metafora.

Nell'Artelieu non si è soli (suggeriamo raramente arteterapia individuale), si lavora in gruppo e col gruppo in un'attività comune: disegnare, manipolare la materia e dipingere. Ciò ha un'importante funzione socializzante perché, permettendo di graduare e modulare il rapporto con gli altri, la paura diminuisce e le resistenze si abbassano, facilitando la comunicazione. La persona, difatti, può lavorare mantenendo la distanza e successivamente, attraverso il disegno, ridurre tale distanza avvicinandosi alle relazioni comunicative con gli altri nel rispetto delle regole del gruppo. Quando si lavora in laboratorio i problemi di un soggetto devono trovare non solo una via di elaborazione attraverso il processo creativo come espressione libera ma anche per l'uso di tecniche specifiche. Ecco perché l'arte terapeuta deve riassumere in sè competenze sia artistiche sia cliniche.

Le tecniche di intervento utilizzate di più nel nostro lavoro di arteterapia sono: manipolazione con l'argilla, il disegno libero, il disegno gestuale, il disegno geometrico, il collage, il frottage, l'acquerello, le tempere, gli acrilici, il ritaglio o incisione, il 'colour touch' in gruppo o a coppie.

Giocosofia

Giocosofia

La dott.ssa Barbara Cipolla e la dott.ssa Laura Grignoli hanno sperimentato questa modalità laboratoriale nelle scuole primarie già molti anni fa; adesso la ripropongono nel contesto del laboratorio Artelieu con gruppi di 6-8 bambini per volta di età omogenea tra loro, dai 7 ai 12 anni. Per un bambino imparare a farsi delle domande è entrare in un atteggiamento riflessivo, trattare se stesso da interlocutore. E’ l’inizio dell’autocoscienza. L'attrezzo pedagogico della pratica filosofica è il dibattito che parte dal porsi domande, formulare ipotesi e cercare risposte. Permette di imparare spontaneamente, ovvero diversamente dalla trasmissione frontale ed unilaterale di nozioni. Filosofare deve permettere ai bambini di portare degli elementi per possibili risposte alle domande filosofiche e metafisiche che si pongono ma anche di abbordare nuove interrogazioni, addirittura delle inquietudini che suscitano i dubbi della loro vita quotidiana o del loro ambiente naturale sociale. In ogni caso, il dibattito deve essere al centro della pratica. A questo titolo, abbiamo il dovere di lasciare il passo ai bambini con la libertà di esprimere le loro risposte su una certa domanda, di riprendere queste risposte per riposizionarli più precisamente sul dubbio, apprendistato del senso critico, ed infine fare emergere delle risposte che via via si sono costruite sulla base del dibattito. Noi li aiutiamo a riflettere, spesso utilizzando anche gli strumenti del disegno e del fare per imparare.

Genitori e Figli

La salute è qualcosa di molto complesso da descrivere (senz’altro non è solo mancanza di malattie!): è presenza di benessere, serenità, energia, capacità, competenze. E’ un vero e proprio stile di vita che va promosso fin dall’età più precoce e perseguito per tutta l’esistenza. Nessuno meglio dei genitori può perseguire un progetto di educazione alla salute per i propri figli. Il laboratorio si propone di offrire una occasione per fare un cammino in compagnia di altri genitori ed educare alla salute giocando, raccontando fiabe e con attività manipolative e grafiche. Attraverso la musica, la voce, l’espressione corporea e la manipolazione di materiali artistici è possibile agire sulla sfera emotiva dell’adulto e del bambino e aiutare l’adulto a rendersi consapevole dell’esperienza emozionale che vive col figlio, a instaurare una comunicazione profonda col suo bambino e ad esprimere forza, sicurezza e gioia.

Gli appuntamenti del laboratorio si svolgono solitamente il giovedi e hanno una durata limitata tra i 4 e gli 8 incontri. Il Laboratorio è aperto a max 6 coppie di genitore e figlio (un papà/mamma con figlio/a di età compresa all’incirca tra i 2 e i 4 anni) e prevede una quota di partecipazione.
La conduttrice è la dott.ssa Barbara Cipolla, psicoterapeuta arteterapeuta, esperta di problemi dell’età evolutiva e conduttrice di seminari e conferenze sulla comunicazione genitori-figli sia presso l’associazione Artelieu che presso le scuole del territorio.
Per informazioni tel. 3472952894

 Le immagini si riferiscono a laboratori già svolti dal titolo “L’amore in gioco”, “Desideri possibili e desideri impossibili”, “Disegnamoci in un libro”, “Tu sai chi sono io?”.

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